these feet are made to be licked

Giugno 29, 2007 by giaime

Avevo deciso di non avere a che fare con le donne per un po’. Troppi casini e problemi che mi avevano sommerso l’anima. Ho la brutta abitudine di affezionarmi e di lasciare i miei sentimenti correre. E’ proprio un brutto vizio perché normalmente ne soffro. Ma soffro anche dell’assenza di una compagna e del sesso. Purtroppo sono un uomo che vive per il sesso. Mi masturbo quasi ossessivamente e adoro le donne. Per le donne faccio sempre le più grandi stronzate. Dicevo, ero rimasto scottato da una storia finita male e avevo deciso di lasciar stare il gentil sesso per un po’. Mi dedicavo scientemente all’autodistruzione. Bevevo, fumavo, mi drogavo e peggio dormivo di giorno e vivevo di notte. Frequentavo il baretto di fronte casa. Bevevo col proletariato urbano. Si parlava di donne e si buttavano giù litri di birra. Ogni sera tornavo a casa totalmente ubriaco e la mattina avevo la morte in bocca. Ma le donne, no, quelle no, erano la droga che non volevo toccare per un po’. Una sera andai in un open bar in centro. Era una di quelle feste organizzate per i ragazzi erasmus e si poteva bere ad un prezzo decente. Ero arrivato ad inizio festa per bere in santa pace e mi ero seduto al bancone ancora vuoto. Dopo dieci minuti ero già brillo e pensieri dalle forme femminili mi venivano a scaldare. Una ragazza dai tratti sudamericani si avvicinò al bancone per ordinare. Aveva le scarpe aperte che mostravano dei piedi bellissimi e curati. Il cazzo mi si irrigidì. Pensieri terribili mi presero l’anima.

-         Bimba, sai che hai delle mani bellissime- le feci per non essere diretto.

Lei si girò verso di me, sorridendo, e senza fare una piega mi disse:

-         Scusa e i miei piedi non li hai visti?-

Il cazzo mi esplose nei pantaloni. Ci facemmo tre giri di cicchetti e la baciai. Scesi lungo il collo verso il suo seno prorompente. Lei mi spingeva la testa giù quasi mi soffocava, io leccavo e la insalivavo tanto da bagnarle la maglietta. Avevo i suoi piedi in mente e il mio cazzo pulsava. Erano troppo belli. Erano piccoli, le unghie limate alla perfezione e con uno smalto color carne che accentuava l’armoniosità delle proporzioni. Le presi la mano e la portai in bagno. Lei mi strinse il cazzo. – E’ grossissimo. Fammelo mangiare-

-         E’ tutto tuo bimba. Ha il tuo nome sopra. E’ impresso a fuoco sulla carne.-

Lei si sedette sulla tazza del cesso me lo tirò fuori e lo fece sparire nella sua bocca vorace. Era passata un’ epoca dall’ultimo pompino. Sicuramente secoli dall’ultimo pompino con gioia. La mia amante precedente intendeva, come quasi tutte le italiane, il pompino come concessione. Le americane di solito, invece, con la pompa fanno show off. Mostrano le proprie skills all’uomo e così faccio io quando lecco la fica. Tutti sono capaci a far godere il partner col cazzo o con la fica, ma la bocca è una cosa diversa. La bocca è questione di stile e d’abilità. Il sesso orale è una questione di abilità e sensibilità. Bisogna capire i gusti dell’altro, colpire con la lingua i punti giusti, avere la giusta andatura. Lei era una grande e lo faceva con gioia. Le venni in bocca e lei mandò giù tutto. Si leccò le labbra e sorrise.

-         E’ buonissimo. Stasera mi voglio ubriacare del tuo succo. Portami a casa.-

-         Va bene. Ma a patto che mi farai leccare quei piedi e mi calpesti e mi prendi a calci-

Lei sorrise di nuovo.

-         Non te lo avrei mica ciucciato se non avessi saputo che mi avresti chiesto dei piedi. Ho visto come me li guardavi. Sei stato l’unico nel locale. Solo pochi hanno la sensibilità di capire l’arte. Te sei sensibile e fortunato-

Andammo a casa e cosa successe rimane tra me e lei. E’ troppo per essere scritto. Solo i vicini possono immaginare. Quella notte per molti di loro fu insonne.

lei è un cornuto? no LO sarà lEi………

Giugno 27, 2007 by giaime

Ci sono corna e corna come ci sono cornuti e cornuti. Chiaramente come tutto nella vita anche le corna sono soggettive. C’è chi le porta con dignità, scopre il tradimento caccia la donna di casa, nel più grande momento di masochismo della sua vita, e non se la riprende mai e poi mai, anche se poi lei rimarrà per sempre il suo grande amore. Questo è l’atto dovuto verso se stessi, verso il proprio onore. Non serve perdonare ve lo potranno dire tutti i cornuti della storia: “once a cheater, always a cheater”. Quando il cornuto perdona, la traditrice pensa che è un fesso innamorato e che lo tiene per le palle. Lei sa che gli potrà fare quello che vuole, tanto lui fesso ritorna sempre e state sicuri ritorna sempre. Questa è la situazione più infamante per un essere umano, perché pone l’orgoglio e la sua dignità all’ultimo posto. E’ uno schiavo delle passioni e delle pulsioni animalesche che lo portano ad umiliare se stesso e nel momento in cui umilia se stesso distrugge la sua umanità. Diventa un non-uomo e perde il rispetto della società per diventare peggio di un paria: un cornuto! Al suo passare,la gente mormora e sa, lo deride e lo schifa. Non si riesce a provare compassione per una persona come lui, lo si odia e lo si schernisce. Non fa parte più della società, è un essere alieno, è l’uomo con le corna privo di ogni forma di rispetto. Nella mia breve vita ne ho incontrati tanti così, con la follia negli occhi e l’incedere incerto, schiavi di ossessioni con le dolci forme. Demoni li possedevano e li facevano vivere la vita in una continua incertezza. E intanto la traditrice, sorrideva e se la spassava col primo cretino che le capitava attorno, per poi ritornare dal cornutone in un delirio di sadismo. E lui si amore mio, magari faceva un po’ di scena, faceva finta di prendersela, ma poi chiaro come il sole se la riprendeva e ritornava a vivere schiavo. Questa gente non merita rispetto alcuno, questa gente si merita il peggiore girone dell’inferno perché hanno ucciso se stessi prima di morite per davvero. Adesso se ti si appiccicano le corna in testa, vai e spacca tutto, prendi a calci la puttana e sbattila fuori di casa, that’s the way it works! Non ti commuovere quando lei piange e ti giura fedeltà. Ti adorava anche quando si faceva sbattere da quel giovane superdotato? Ti amava anche quando la sua faccia era bianca di un bukkake delirante? Non penso proprio, sono solo rimorsi, e un vero uomo in questi casi non prova pietà. Smack the bitch up!

watch out

Giugno 23, 2007 by giaime

Di solito sono sempre stato nell’altra parte  della trincea. Ero io il ragazzo storico, il vero amore che veniva tradito per l’avventura senza capo né coda con il nuovo arrivato. Mi rifugiavo nella disperazione e nei posti dell’anima dove le bestemmie sono più vere delle preghiere. Vedevo il tradimento come un insulto al sentimento e a ciò che è puro nella vita. Ma mi sbagliavo nell’esistenza umana tutto è relativo e nulla è al cento per cento, neanche l’amore. La convenienza fa molto in un rapporto a due, anche se è duro accettarlo un po’ per tutti, Mr.G. in primis. Dopo essere stato preso a ceffoni dalle giornate spese ad umiliarmi ad una egoista madonna, pregandola di  ripensarci: io ero il suo unico amore, non guardava a ciò che avevamo costruito, non ero nulla senza di lei, sarei morto solo, il suo sorriso mi dava forza. E sentirsi dire dalla stessa che aveva scelto con te i nomi da dare ai suoi prossimi figli: ti voglio bene e siamo amici, possiamo vederci ogni tanto, non c’è posto per l’amore adesso nella mia vita, no non ti ammazzi, mi stai stufando, no, lui non lo amo, io non posso darti quello che mi chiedi. Decisi, quindi, di disertare e passare al nemico. Insidio donne fidanzate, specialmente a Lecce dove sono maggiormente insoddisfatte, rinchiuse in rapporti gabbia. Sono rapporti basati sulla routine e sulla mutua dipendenza. A Lecce trionfa il barocco, stile della Controriforma, glorificazione dell’immobilismo, della muta perpetuazione del rituale. E come il barocco così sono i rapporti di coppia, il cambiamento è un rischio ed un uscire fuori dai dettami della stasi. Basta che un tizio da due soldi con la fama di essere un animale da letto insidi la donna, le dica che oggi c’è e domani non si sa, che è pronto lui a fare la differenza nella vita della fedifraga. Il gioco è fatto. Se ti muovi bene e non fai sbavature, le dai il mistero e susciti la sua lussuria facendole intravedere gioie sessuali, la donna lascia il poveretto che prendeva per culo da due anni e la da a te che sei senza né arte e né parte. Questo è tutto. Quasi impossibile soffrire con questo metodo, se va tutto bene è una divertente danza sulle corna altrui. La possibilità di soffrire c’è solo quando sei un coglione come un tale di nome Mr.G. e incominci la relazione maudit con una che al posto del cuore ha un meccanismo al quarzo. Sei un coglione perché queste relazioni devono interrompersi alla seconda settimana, non di più, non devi prolungarle, altrimenti diventi tu mr. Routine. Io per alcune cause a me estranee, spezzo una lancia in mio favore, non potevo far altro che trattarla bene, ma alla fin fine ho iniziato a volerle bene. Certo, il mio non è il sentimento che smuove le montagne dalle radici, ma sicuramente è già qualcosa per un uomo a cui era rimasto il deserto nell’anima.

Sapevo bene che la mia partner era pervasa irrispettosamente dal demone dell’individualismo. Demone terribile, perché porta l’ossesso a credere, in estrema vanità, di essere auto-sufficiente, di poter ergersi sulla rupe del Sinai e dettar le proprie leggi. E’ il demone che fece ribellare Lucifero dinanzi al Signore e lo portò alle conseguenze catastrofiche. Quando Egli diventa padrone di una persona, le fa commettere i peggiori torti e cattiverie, indiscriminatamente, solo per il piacer di sentirsi dire di essere cattiva. Le donne possedute da questo demone sono dei perfetti carnefici. Hanno bisogno di avere delle vittime che le ricordino quanto sono forti e cattive, e quando trovano il soggetto-vittima instaurano con lui un rapporto teso al raggiungimento univoco della sofferenza. Con queste donne, facili da riconoscere perché parleranno solamente malissimo della persona di cui precedentemente si dicevano innamorate, bisogna troncare subito, non si meritano nulla di più dell’amore fisico. L’amore spirituale, non riescono a capirlo per un enorme lack di sensibilità. Non scrivo queste cose per effetto di un rincoglionimento superomistico, ma perché, semplicemente, come un kamikaze mi sono gettato a capofitto in rapporti no way out, dove solo un folle come me avrebbe potuto intravedere una minima possibilità di felicità. Forse sono una vittima per natura, ma non ne sono sicuro, forse sono ancora idealista, ma sento che sto perdendo pian piano questa caratteristica. Scrivo per mettervi in guardia, a me nessuno lo ha mai detto dell’esistenza di queste donne terribili che come un treno antico avanzano lentamente portando il loro passeggero verso la pazzia. Quindi, quando incontrate donne che hanno il gelo nello sguardo, dalla cui bocca esce solo aria che si condensa in odio, non dico di non fare nulla, l’esperienza è il succo della vita, ma vi consiglio di fare attenzione. Non pensiate che con voi sarà diverso, non pensiate che dato che voi siete la novità, loro si possano innamorare di voi o provare dei sentimenti. E quando vi mollano non pensiate di inginocchiarvi o umiliarvi. Se non lo avete capito, stiamo parlando di persone che hanno come piacere il dolore e non temono il destino di dover affrontare la morte da sole. Per loro sarà lo stridore dei denti.

can’t eat, can’t sleep, can’t breath

Giugno 23, 2007 by giaime

spero che tu non riesca a vivere senza di me,

non riesca a mangiare, né dormire né respirare

spero che tu non riesca a smettere di pensare a me

spero che tu pianga da sola

che non riesca a mangiare, né a dormire, né a respirare

perché quello che tu hai fatto al mio cuore è un atto di guerra

e così per ogni passo che tu farai

io sarò un passo dietro

non riuscirai a tenermi fuori dai tuoi pensieri

scommetto che tu pensi che io ti auguri la morte

no! Io voglio che tu viva e soffra e pianga come ho fatto io

Hello sto cazzo

Giugno 23, 2007 by giaime

no mercy for hoes